
Siamo alle solite..Chi pensava ad una qualificazione facile, ad un primo posto assicurato (vista la modesta caratura tecnica dei nostri avversari), è stato prontamente smentito.Tutto da rifare, o da iniziare a fare, visto che gli azzurri in due partite hanno racimolato la miseria di due pareggi, condite da due prestazioni certo non all'altezza di una squadra campione del mondo in carica. Dunque urge ritrovare un gioco fluido, azioni manovrate e una difesa solida lontana parente di quel "Muro di Berlino" che nel campionato del mondo 2006 aveva subito solo 2 reti. Ed ecco allora che di fronte alle montagne Neo-zelandesi(una delle squadre più alte del torneo come media di cm) la squadra azzurra appare piccola piccola. Dopo il vantaggio degli ALL-WHITES( in fuorigioco) con Smeltz(????) gli azzurri corrono, lottano ma costruiscono ben poco, si affidano solo ai lanci lunghi per le punte. Orfani di un geometra come Pirlo, a centrocampo, il solo a provarci è Montolivo che colpisce un palo dalla lunga distanza. Sul finale del primo tempo però gli azzurri pareggiano con Iaquinta che trasfrorma il penalty procurato da De Rossi. Sembra il prologo ad una grande rimonta. Invece nel secondo tempo, nonostante gli innesti di Di Natale, Camoranesi e Pazzini l'Italia non trova il gol vittoria e la gara finisce con un pareggio. E allora per cercare di evitare l'Olanda agli ottavi, riprendiamo carta e penna e (ri)comimnciamo a fare calcoli, radici quadrate di gol subiti, elevazioni a potenza di gol fatti e limiti tendenti all'assurdo di risultati a nostro favore. Di assurdo però rimane l' 1-1 di Italia- Nuova Zelanda.
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